lunedì 1 ottobre 2012

Post-it – La civiltà della forchetta



L’economia e l’antropologia dell’alimentazione risentono anche direttamente dei grandi avvenimenti politici, dei mutamenti dell’assetto territoriale dei regni, delle grandi scoperte, degli esiti delle guerre, delle fortune e delle sconfitte degli Stati e anche degli accordi mercantili che una vera e propria classe sociale, quella dei mercanti internazionali, riusciva a stipulare nonostante le frequenti guerre e le differenze religiose che, soprattutto in età moderna, dividevano l’Europa.
I mercanti infatti non scambiavano solo merci e denaro, ma anche idee e soprattutto mode, usi e costumi, compresi i modi di cucinare; essi abitavano per anni lontano dal loro paese, portavano con sé servi e cuochi, ma quando tornavano a casa anche i servi e i cuochi avevano appreso molte cose e qualcuno di essi si fermava nella città ospite a esercitare la sua arte.



Attraverso un lungo viaggio, dal Medioevo al Settecento, lo storico Giovanni Rebora racconta di una civiltà alimentare in continua evoluzione, tra scoperte gastronomiche e i nuovi modi di stare a tavola.

Per approfondimenti:
G. Rebora – La civiltà della forchetta – Laterza, 2006

Articolo scritto per la Scuola di Ancel, visita anche il sito: www.lascuoladiancel.it






venerdì 14 settembre 2012

Post-it – Donne di corsa

Non si tratta di un libro sul femminismo o sulla condizione sociale della donna. In questo testo s’indaga in una sfera molto più privata della vita femminile: la salute e il benessere (attuale e futuro).
Una donna moderna non può non mettere la sua salute, fisica e mentale, ai primi posti delle cose importanti della vita. L’invito rivolto alle donne del terzo millennio è proprio quello di considerare lo sport in generale, e la corsa in particolare, una delle priorità della vita di tutti i giorni. Lo scopo è quello di assicurarsi le migliori premesse per una vita in buona salute, ricca di energia ed entusiasmo, e coronata da una vecchiaia altrettanto luminosa. La tesi di questo libro è: correre per stare bene e invecchiare meglio.

Consiglio questo libro a tutte le donne che vogliono prendersi cura di se stesse ed hanno nei propri confronti un forte senso di responsabilità ma che devono conciliare i tempi e le difficoltà degli impegni lavorativi e familiari.
Auguro a tutte buona lettura, con la speranza che possiate scoprire come è possibile affrontare la salutare pratica sportiva con la routine di tutti i giorni.
Per approfondimenti
M. G. Albanesi — Donne di corsa — Thea, 2007

Articolo pubblicato per La Scuola di Ancel: visita anche il sito www.lascuoladiancel.it

mercoledì 6 giugno 2012

Le erbe aromatiche: l’ORIGANO


L’origano (Origanum vulgare), appartiene alla famiglia delle Laminacee e Labiate. L’origano annovera circa 35 specie di perenni. L’altra specie più comune dell’origano è la Maggiorana (Origanum majorana) e si differenzia dal primo sia perché nelle nostre regioni è molto raro trovarla allo stato selvatico sia per le infiorescenze, e sia per il profumo più delicato che emana.

Il termine origano deriva dal greco oros “monte” e ganos “splendore”. Originario dell’Europa e dell’Asia centrale.
Pianta spontanea che nasce in montagna e nelle regioni meridionali.

Conosciuto ed apprezzato da tempo immemorabile, già all’epoca degli antichi Egizi.
Citato dal filosofo Teofasto (371-287 a.C.) nella sua Historia Plantarum, l’origano veniva utilizzato nell’antica Grecia per preparare ghirlande con cui venivano incoronati gli sposi e per propiziare la pace agli spiriti dei trapassati piantandolo sulle loro tombe.

Uso in cucina
Erba aromatica utilizzata come condimento: le foglie e i fiori servono come odore per formaggi, insalate, minestre, minestroni, zuppe, piatti di patate e zucchine, carni alla pizzaiola, pesce, zuppe di pesce, pomodori farciti, salse di vario genere e rappresenta un insostituibile ingrediente della pizza napoletana. Viene inoltre utilizzata per preservare il brodo.
Le foglie si utilizzano fresche o essiccate. Le sommità fiorite si impiegano fresche o si fanno essiccare, in mazzi appesi all’ingiù, in locali ben aerati al riparo dal sole.
L’origano entra nella composizione di liquori digestivi.

Principi attivi
L’olio essenziale dell’origano viene ricavato dalle foglie e contiene principalmente fenoli (timolo, carvacrolo, carnosolo), principi amari, acido tannico e resine, acido vanillico.

Benefici
L’origano, come altre erbe aromatiche molto rappresentate nella cucina mediterranea (rosmarino, salvia, timo, salvia, prezzemolo), contiene un particolare olio essenziale il carnosolo con dimostrate proprietà antitumorali in numerose neoplasie sia solide che ematologiche. Inoltre, il carnosolo svolge un’attività di regolazione delle proteine che regolano l’apoptosi (morte cellulare programmata).

Curiosità
Secondo la leggenda, la scoperta delle proprietà medicamentose dell’origano si deve alla cicogna, che usava cibarsene dopo aver ingerito cibi tossici. Non è un caso se la Facoltà di Medicina di Parigi reca nel suo stemma proprio l’immagine di tre cicogne d’argento ciascuna con un rametto di origano nel becco.

Johnson JJ., Carnosol: a promising anti-cancer and anti-inflammatory agent. Cancer Lett. 2011; 305(1):1-7.

Articolo scritto per la Scuola di Ancel: http://www.lascuoladiancel.it/