giovedì 3 febbraio 2011

Curiosità sulle Spezie


Il loro profumo ha attirato l’attenzione dei nostri lontani antenati che hanno imparato in breve tempo a servirsene vantaggiosamente. È probabile che, fin dal momento che apparve sulla Terra, l’uomo usasse erbe, piante, gemme e radici per nutrirsi, ma anche per spalmarsi il corpo e dissimulare il proprio odore di fronte ad animali temuti o cacciati, e infine per curarsi e per curare gli animali di cui si serviva. Si ritiene che la scoperta delle proprietà terapeutiche delle piante fosse dovuta all’attenta osservazione degli animali che ancora oggi, in caso di malattia, ricorrono ad erbe come rimedio.

Un tempo le spezie, data la rarità, rappresentavano una merce preziosa tanto quanto oggi sono preziosi l’oro e petrolio, oggi invece sono comunemente utilizzati in cucina.

La parola spezia deriva dal latino species, che significa "moneta". Nel Medioevo, le spezie venivano vendute in botteghe specializzate, le drogherie, e gli avvocati e i debiti venivano correntemente pagati con pepe ed altre spezie.

Nel 1873 l’egittologo tedesco Georg Ebers si trovò tra le mani il primo trattato medico che la storia ricordi: era un rotolo di papiri intitolato Libro per la preparazione dei rimedi per tutte le parti del corpo umano. Era quindi il primo libro erbario e fu utilizzato per migliaia di anni dal momento che le piante rappresentavano l’unico metodo di cura per le più svariate malattie.

I Romani ereditarono dai Greci l’uso delle spezie, uso che continuò per tutto il Medioevo, quando alcune spezie furono usate anche per tingere panni, dipingere vetri e pelli, preparare inchiostri.
I Romani servivano dolci alle spezie al termine dei banchetti per favorire la digestione dei cibi grassi.
Ma certamente la spezia più diffusa e usata fin dal mondo romano era il pepe; nel 92 d.C. a Roma fu necessario costruire particolari depositi detti "horrea pipearia", cioè granai del pepe.

Oggi vengono utilizzate principalmente come semplici guarnizioni per dare colore e aroma ai cibi, considerati, a volte, erroneamente come superflue dal punto di vista nutrizionale, ma la scienza ci sta facendo assistere alla loro rivalutazione funzionale per il loro contenuto in oli essenziali e resine oleose, molecole bioattive, dotate di azione preventiva e curativa. Il potere nutraceutico (nutrizione, prevenzione, cura) delle spezie non è legato esclusivamente alla presenza del singolo elemento ma all'azione sinergica di più composti che determinano un'azione specifica e altamente positiva con biodisponibilità elevata.  

Le essenze e le molecole bioattive delle spezie sono racchiuse nei semi, radici, cortecce, bacche e frutti.
Svolgono un’azione antisettica e antibatterica (aglio, prezzemolo, timo, cannella, menta, origano); un’azione antiossidante, e quindi un’azione antinvecchiamento (curcuma, peperoncino); un'azione digestiva, sono così nati aperitivi, digestivi, tutti a base di erbe; un'azione preventiva, migliorano le difese immunuitarie e la funzionalità dell'organismo in genere (antiinfiammatori); un'azione tonificante e nervina.

Un'alimentazione ricca di antiossidanti e molecole antiinfiammatorie costituisce il presupposto per benessese e salute. 

2 commenti:

  1. Bello, molto interessante...e non dimentichiamoci che sono state finalmente inserite al secondo gradino (quello dei consumi giornalieri) delle nostra piramide alimentare mediterranea anche per "scoraggiare" l'utilizzo di sale....quindi insaporiamo, si...ma con le giuste spezie! I like them!

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  2. Grazie Raffaella, anche per il tuo contributo!

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